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Chi e' Gesu' (pagina 9)

durch Anthony Buzzard   

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Quel che gli Scolari Riconoscono

In un articolo sul “Predicando il Cristo” (Dizionario di Cristo e degli Apostoli, Vol. 2 pg. 394), James Denny dice: “E' inutile dire che Gesu' e' il Cristo se non siamo coscienti di chi o che cosa Egli sia. Non fa senso dire che una persona, che non conosciamo bene, e' seduta alla destra del Padre, glorificata e sovrana; Piu' gli uomini credono ardentemente che, con questa esaltazione, Dio ha dato loro un Principe ed un Salvatore piu' desiderosi dovrebbero essere di sapere il piu' possibile di Lui.”

Questa bella dichiarazione e' seguita da un' altra preziosa osservazione; “Non ci sono sermoni di Gesu' che non poggino sulla stessa base sulla quale poggiavano i sermoni degli Apostoli.” Ed allora, bisognerebbe domandarsi, cosa hanno predicato Gesu' e gli Apostoli? “Uno dei modi in cui Gesu' ha spiegato quello che per Lui era ' vera religione' e' questo: Egli e' il Messia. Il ruolo Messianico era un ruolo che poteva essere occupato soltanto da una persona, ed Egli era la persona in questione; Egli e nessun' altro e' il Cristo.” Tutto questo e' ben detto, ma i pensieri che seguono rivelano una irrequietezza circa la Messianicita' del Cristo, malgrado proteste del contrario. “Ma e' il Cristo una concezione che noi possiamo usare in un' altra era e per qualche scopo? Bisognerebbe rispondere; soltanto se usiamo il termine in modo libero ed autonomo.” James Denny sembra non accorgersi che e' sul punto d' indebolire il biblico Messianesimo di Gesu', e dato che Gesu' non puo' essere separato dal Suo ufficio Messianico, Denny e' sul punto d' oscurare anche la Sua identita'. Egli continua: “E' certo che per coloro che per primi credettero in Gesu' come il Cristo, il nome era molto piu' definito che lo e' per noi; aveva una forma ed un colore che non ha piu'.” Questo definitivamente implica che abbiamo perduto di vista cosa vuol dire che Gesu' e' il Messia. Denny fa pensare che noi adesso siamo liberi di inventare la nostra idea di Messianicita' non tenendo conto della sua definizione biblica.

Ed e' stata precisamente questa tendenza che ha portato danni irrimediabili alla chiesa subito dopo la morte degli Apostoli. La chiesa ha cominciato a crearsi il propio concetto del Messia, e cosi' facendo ha perduto di vista il Gesu' della Bibbia. Denny pensa che il termine Messia “era connesso a certe aspettazioni che per noi oggi hanno perduto la vitalita' che una volta avevano.” Esattamente; ma perche' hanno perduto il significato del termine, se non per il fatto che abbiamo cessato di credere quello che la Bibbia ci dice del Messia? “Particolarmente” dice Denny “i nessi escatologici[xxx] del termine Messia non hanno per noi l' importanza che avevano per coloro che prima credettero. Negl' insegnamenti di Gesu' queste associazioni sono connesse al titolo Figlio dell' Uomo.... che e' usato come sinonimo di Cristo.....Niente era piu caratteristico per la Cristianita' del primo secolo, dell' aspettare la seconda venuta di Gesu' nella persona del Cristo. Era la prima essenza di quello che la chiesa primitiva intendeva per speranza... la nostra visione del futuro e' diversa da quella che avevano loro.”

Chi ha autorizzato questa diversita' ? Certamente non e' possibile mettere da parte uno dei piu' caratteristici aspetti della Cristianita' biblica e continuare a chiamare quello che rimane la stessa fede.[xxxi] E' questa sottile divergenza, dalla caratteristica speranza della chiesa Apostolica, che dovrebbe segnalare per noi la pericolosa differenza fra quello che noi chiamiamo Cristianita' e quello che gli Apostoli intendevano con quel nome. Non fa senso dire d' essere Cristiani quando abbiamo abbandonato l' essenziale caratteristica del Nuovo Testamento dell' idea di Messia in Cui professiamo di credere.

Denny e' giustamente sospettoso della tendenza degli scolari di “assumere silenziosamente che e' sbagliato credere in Cristo come coloro che per primi predicarono di Lui. Tale criticismo ridurrebbe la personalita' di Gesu' esattamente al nostro livello e la Sua coscienziosita' esattamente come la nostra puo' essere.” (enfasi nostra)

Questo e' esattamente il nostro problema, ma e' anche il problema di Denny che ammette che “la nostra visione del futuro e' diversa da quella degli Apostoli.” Ma la loro visione del futuro era basata sul cosa intendevano per Gesu' il Messia, il Sovrano del futuro Regno di Dio la cui potenza fu manifestata in anticipo durante il Suo ministero quando venne per la prima volta. Non e' assurdo abbandonare la speranza che era “l' essenziale caratteristica della Cristianita' degli Apostoli” e continuare a sostenere che siamo Cristiani? In questa contrad- dizione sta' appunto la grande difficolta' delle chiese a rimanere fedeli a Gesu' come Messia. Noi abbiamo preferito la nostra visione e prospettiva di Messianicita'; ed abbimo ritenuto giusto appiccicare a quella visione il nome di Gesu'. E cosi' facendo non abbiamo forse creato un'altro Gesu' nell' immagine del nostro cuore di Gentili (o pagani)?

Una lettura di tipici lavori sulla Cristianita' svelano certe ammissioni rilevanti che potrebbero incoraggiare il lettore a fare una personale ricerca sulla Verita' di Gesu'. in un articolo sul Figlio di Dio, William Sanday, ex professore di divinita' ad Oxford, ha domandato se ci fossero dei versi nei quattro Vangeli, che portessero farci pensare a Gesu' come il “preesistente Figlio di Dio.” Ed egli conclude che tutte le asserzioni di Matteo, Marco o Luca su Gesu' si riferiscono alla vita di Cristo sulla terra. Non c' e' alcuna referenza al Suo essere Figlio di Dio prima della Sua nascita. Se esaminiamo il Vangelo di Giovanni “dobbiamo scartabellare un bel po' per espressioni prive d' ambiguita'. E forse non ce ne sono” (Dizionario della Bibbia Hastings, Vol. 4 pg. 576, enfasi nostra).

Qui' quindi abbiamo l' attestazione di un' imminente esperto che dice che e' possibile che non ci sia alcuna referenza nei quattro Vangeli a Gesu' come Figlio di Dio prima della Sua nascita. Ma fatto sta' che le chiese continuano ad insegnare l' eterna Figliolanza di Gesu' come un basilare ed indispenzabile dogma della fede.

Professore Sanday speculando come mai Matteo, Marco e Luca non parlano della preesistenza di Gesu' conclude: “Probabilmente gli scrittori non hanno riflettuto sul sogetto, e quindi non hanno riportato una porzione di quello che Gesu' aveva insegnato su questo.” (Dallo stesso libro pg. 577). Quando Sanday parla delle epistole, puo' soltanto congetturare che e' possibile checisia unareferenzaallapreesistenzadelFiglio nel libro degli Ebrei 1:1-3, ma certo non necessariamente. Parlando del versetto 15 del primo capitolo dei Colossesi egli dice che “il concetto principale della parola 'primogenito' e' quello dei diritti legali del primogenito, la sua precedenza su tutti coloro che sono nati dopo di lui.” Ed aggiuge “sembra sbagliato escludere anche l' idea di precedenza [nel tempo],” E finisce le sue osservazioni citando un teologo Tedesco che dice che “Non c' e' modo, nell' Antico Testamento o negli scritti dei Rabini conducente alla divinita' di Cristo” (che Gesu' sia Dio). Professore Wernle manteneva che “il titolo Figlio di Dio e' un titolo rigorosamente Ebraico, e che l' ulteriore passo da Figlio di Dio a Dio il Figlio e' stato preso su suolo Gentile (o pagano) attraverso negligenti idee portate dentro dai convertiti dal paganesimo.” (dallo stesso libro pg. 577)

Affermazioni del genere dimostrano che tutta la struttura della “preesistenza del Figlio” e' costruita su terreno instabile. Dobbiamo affrontare onestamente la possibilita' che le affermazioni dogmatiche su Gesu', che datano da tempi post- biblici, facciano assegnamento sulla propia autorita' e non sull' autorita' degli Apostoli. Il corso piu' saggio e' d' appoggiaci sulle affermazioni dogmatiche della Scrittura e di riconoscere con Gesu', che “vita eterna consiste in questo: che noi venissimo a conoscere il Padre come l' Unico Vero Dio e Gesu', il Messia che Dio ha mandato” (Giov. 17:3)

Gesu' l' Uomo ed il Mediatore

Il Gesu' presentato dagli Apostoli non e' “Dio il Figlio.” Tale titolo assolutamente non e' nella Bibbia. Gesu' e' il Figlio di Dio, il Messia, la cui origine risale alla Sua miracolosa concezione (Luca 1:35). L' Unico Dio delle Scritture rimane, nel Nuovo Testamento la sola Persona, rivelata nell' Antico Testamento come il Creatore Dio d' Israele. Gesu', “se stesso uomo'”(1 Tim. 2:5), e' l'intermediario fra l' Unico Dio, il Padre, ed il genere umano. Questo Gesu' ha la ' massima ' autorita' di salvare (Eb. 7:25). Ogni altro Gesu' deve essere evitato come fraudolenta imitazione— Ed e' molto facile essere ingannati. (2 Cor. 11:4)

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[xxx] Ha a che fare con eventi che si verificheranno alla fine dell' eta'.

[xxxi] Allo stesso modo in cui le dottrine Cristiane di Dio e l' uomo e salvezza sono “assolutamente insostenibili senza l' esistenza di Satana” (Io credo nella Distruzione di Satana, diMichaelGreen, Eerdman, 1981, pg. 20.)


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