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Chi e' Gesu' (pagina 5)

durch Anthony Buzzard   

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Era caratteristico del pensiero Giudeo, quando si trattava di cose di suprema importanza nel proposito di Dio, come Mose', la Legge, il Messia, il pentimento, il Regno di Dio che lo esprimessero come se fosse “esistito” con Dio fin dall' eternita'. In questo modo Giovanni puo' parlare della crocefissione come se fosse “avvenuta” prima della fondazione del mondo. (Apocalisse 13:8) Pietro scrivendo, alla fine del primo secolo riconosce la preesistenza di Gesu' soltanto come una preesistenza nella onniscenza di Dio. (1 Pietro 1:20 I suoi sermoni nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli riflettono esattamente questa stessa veduta.

Ma come si puo' spiegare il favorito, inconfutabile verso in Giovanni 8:58 dove dice che Gesu' esisteva prima d' Abramo? E' possibile che Gesu' con questa asserzione voglia confondere tutto sostenendo, da un lato che soltanto il Pdre e' “l' Unico Vero Dio” (17:3 ; 5:44) — ed Egli Stesso non e' Dio ma il Figlio di Dio, (Giov. 10:36) — e dall' altro, dichiarando che anche Lui, Gesu', e' un' essere eterno? (Non creato) Ed e' possibile che Egli definisce il Suo ruolo entro le riconoscibili categorie dell' A. T. (Giov. 10:36; Salmo 82:6; e Salmo 2:7) soltanto per proporre un' insolubile enigma dichiarando di essre vissuto prima della nascita d' Abramo? E sarebbe giusto sollevare il prblema della Trinita', che non e' stato mai soddisfacentemente risolto, per un unico verso nel Vangelo di Giovanni? Non sarebbe piu' saggio leggere il verso tenendo presente quello che Gesu' ha detto piu' in la', nel verso 10:36 ed il resto della Scrittura?

Nell' atmosfera prettamente Ebraica, che pervade il Vangelo di Giovanni, e' normalissimo pensare che Gesu' parlasse in un linguaggio corrente fra gente ammaestrata nella tradizione rabinica. Nel contesto Giudaico, quando si parla di “preesistenza” non vuol dire reclamare d' essere non creati (o eterni). Ma implica invece che qualcosa e' di grande importanza nel piano divino. Gesu' e' senz' altro al (ed il) centro del piano di Dio. Ma l' attivita' creativa dell' Unico Dio ed il Suo piano di salvezza non erano stati mai manifestati in un unico essere creato, il Figlio, fino alla nascita di Gesu'. La persona di Gesu' ha avuto la Sua origine quando l' espressione propia di dio ha preso forma in un essere umano (Giov. 1:14).[x]

E' un fatto ben riconosciuto che le conversazioni fra Gesu' ed i Giudei erano spesso controverse. In Giovanni 8:57 Gesu' infatti non aveva detto, come i Giudei sembra abbiano capito, che Egli aveva visto Abramo, ma che Abramo aveva gioito nel vedere il giorno del Messia. (v. 56) Il patriarca sapeva che un giorno sarebbe stato resurretto alla fine dell eta', (Giov. 11:24; Matt. 8:11) e che avrebbe preso parte al Regno Messianico. Gesu' ha reclamato d' essere superiore ad Abramo, ma in che senso?

Come “Agnello di Dio” Gesu' era stato “crocefisso fin da prima della fondazione del mondo” (Apocalisse 13:8; 1 Pietro 1:20) — certamente non letteralmente, ma nel piano di Dio. In questo stesso modo Gesu' “era esistito” prima d' Abramo. E cosi che Abramo poteva aspettare con gioia la venuta del Messia e del Suo Regno. Il Messia ed il Regno in questo senso “preesistevano,” erano stati visti da Abramo attrverso gli occhi della fede.[xi]

L' espressione “Io sono” in Giovanni 8:58 positivamente nonsignifica “Io sono Dio.” Non e', come spesso si dice, il nome divino di Esodo 3:14, dove Giaova dichiarava: “Io sono Colui che Self- Esiste” (ego eimi o ohn). Gesu' non ha mai reclamato quel titolo o quel nome. L' ego eimi di Giovanni 8:58 dovrebbe essere giustamente tradotto “Io sono Colui” intendendo dire il Cristo promesso (paragonare con la stessa espressionein Giov. 4:26, “Io che vi Parlo sono Colui [il Cristo]”).[xii] Prima che Abramo fosse nato Gesu' era gia' “preconosciuto” (1 Pietro 1:20). Gesu' qui' dichiara la Sua assoluta importanza nel proposito di Dio Suo Padre.

Il Logos nel Vangelo di Giovanni

Non c' e' ragione, a meno che per forza d' abitudine, di credere che la “parola” (o Verbo) in Giovanni 1:1, presentasse una seconda persona divina, esistente prima della nascita di Gesu'.[xiii] Una simile personanificazione della sapienza nei Proverbi 8:22, 30 3 Luca 11:49, non significa che “essa”sia una seconda persona. Non e' possibile conciliare “una seconda Persona divina” nella Divinita' rivelata, (in Dio Padre) cosi' come Gesu' e Giovanni l' hanno intesa. Il Padre rimane, come Egli e' sempre stato, “l' Unico Vero Dio” (17:3), “l' Unico che soltanto e' Dio” (5:44). Leggendo il termine logos (“parola o Verbo” ) dal punto di vista dell' Antico Testamento si verebbe a concludere che si tratta dell' attivita' di Dio nella creazione, il Suo Potente comando che da' vita, attraverso il quale tutte le cose son venute e verranno ad esistere (Salmo 33:6-12). La parola (verbo) di Dio e' la forza che da' impulso, che determina l' insorgenza dei Suoi propositi (Isaia 55:11). Se prendiamo il concetto della “parola” da altre parti del Nuovo Testamento la uguaglieremo al creativo messaggio di salvezza, il Vangelo. Questo e' il significato che e' in tutto nel Nuovo Testamento (la forza, l' espressione creativa di Dio che trasforma e salva, Matt. 13:19; Gal. 6:6 ecc...).

E' questo complesso d' idee che forma il significato del logos, la “parola” Attraverso essa tutto e' venuto ad esistere e niente e' stato creato senza di lei (Giov. 1:3).In Giovanni 1:14 la parola si e' materializzata in un reale essere umano che, perche' concepito supernatu- ralmente, ha origine divina.[xiv] Da questo momento fino “al compimento del tempo” (Gal.4 4), l' unico Dio si manifesta in una nuova creazione, la controparte della Sua creazione originale, Adamo. Nella storia dell' umanita', la concezione e la nascita di Gesu' marcano una nuova fase, senza precedenti, del piano di Dio. Gesu', come il secondo Adamo, prepara la scena per tutto il programma di salvezza. Egli e' il pioniere della via verso l' immortalita'. In Lui, finalmente il proposito di Dio si e' rivelato in un essere umano. (Eb. 1:1)

Tuttavia questo non significa che Gesu' abbia rinunciato ad una vita per un' altra. Questo disturberebbe seriamente il parallelismo con Adamo (Rom. 5:14 e1 Cor. 15:45) che come Lui (Gesu') “era figlio di Dio” essendo stato creato direttamente da Dio. (Luca 3:38). Questo interferirebbe anche con il puro monoteismo rivelato nelle Scritture che “non possono essere violate” (Giov. 10:35). Invece Dio ha cominciato a parlarci, sin dal primo secolo D.C., attraverso un nuovo Figlio, la Sua piu' recente parola di salvezza salvezza al mondo. (Eb. 1:1) Quello che cosi' violentemente scinde lo schema biblico e' la nozione di un figlio eternamente esistente, sfidando cosi' il monoteismo, e minacciando la realta' dell' umanita' di Gesu' (1 Giov. 4:2; 2. Giov. 7).

Capendo chi Gesu' veramente e' secondo il Vangelo di Giovanni, portera' quest' ultimo ad armonizzare con i suoi fratelli apostoli ed il monoteismo dell' Antico Testamento sara' preservato intatto. I fatti della storia della Chiesa dimostrano che il monoteismo assoluto delle Scritture Ebraiche, subito dopo il Nuovo Testamento, e' stato alterato sotto l' influenza di filosofiche idee Greche. Allo stesso tempo la predeterminata struttura della Messianicita' fu dimenticata, e con questa anche la realta' del futuro Regno Messianico. Il risultato e' stato anni di conflitti ancora non risolti, sul come si potrebbe armonizzare una gia' esistente Persona divina con un essere completamente umanoin un unico individuo. Il concetto della letterale preesistenza del Messia e' l' idea che si e' intrufolata, la parte dell' enigma Cristologico che non combacia. Senza questo (enigma) una rappresentazione chiara di Gesu' emerge fra i terminidelle rivelazioni Ebraiche e gl' insegnamenti degli Apostoli. Dio, il Padre, rimane realmente l' Unico Vero Dio, l' Unico che solo e' Dio (Giov. 17:3; 5:44) e l' unita' di Gesu' con Suo Padre e' trovata in una unita' funzionale con il Figlio come l' esecutore del proposito del Padre. Questa e' la vera idea del Figlio nel senso in cui la Bibbia intende quel termine. (Giov. 10:36) Se la Cristianita' ha bisogno di essere rianimata ed unificata e' necessario cominciare con il credere in Gesu', il Messia della Bibbia, inadulterato dalle speculazioni ingannatrici dei Greci che non hanno mai avuto troppa simpatia per il mondo Ebraico dal quale la Cristianita' e' nata.

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[x] Paragonare con quello che dice G. B. Caird nel suo libro Sviluppo della Dottrina di Cristo nel Nuovo Testamento, pg. 79: “Gli Ebrei hanno credutosoltanto nella preesistenza di una personificazione; sapienza era una personificazione o d' un attributo divino o d' un proposito divino, ma mai una persona. Ne' il quarto Vangelo ne' gli Ebrei hanno mai parlato della Parola (o Verbo) o della sapienza in termini che ci spingono a considerarle come persone.”

[xi] H.H. Wendt, nel suo libro Gl' Insegnamenti di Gesu', Vol. 2, pg. 176nel commentare Giov. 8:58 dice: “La vita terrena di Gesu' era stata predestinata e prevista da Dio ' prima che Abrmo fosse'”

[xii] Edwin Freed nel suo libro JTS, 33, 1982, pg. 163 dice: “In Giov. 8:24 'ego eimi' deve essere inteso come referenza alla Messianicita' di Gesu'.....Se non credete che ' Io sono Lui (il Messia), voi morirete nei vostri peccati.'”

[xiii] Vedi nota 10

[xiv] Paragonare con quello che dice James Dunn nel suo libro Cristologia in formazione, pg. 243, commentando Giov. 1:1-14Laconclusionechesembraemerga dalle nostre analisi e' che soltanto cominciando dal verso 14 possiamo cominciare a parlare di un Logos di natura personale... Il punto e' oscuroto dal fatto che dobbiamo tradurre il logos con il pronome maschile 'egli'.... Ma se invece traduciamo logos come 'espressione di Dio' diventerebbe apparente che la composizione non intende necessariamente di portarci a pensare che il Logos nei versi da 1- 13 fosse un pesonale essere divino.”

 

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