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Chi e' Gesu' (pagina 3)

durch Anthony Buzzard   

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   Nel Salmo 45, l’ “ideale” Re Messianico e’ chiamato “dio,” ma non c’ e’ alcun bisogno di presumere che il monoteismo Ebraico sia cosi’ stato compromesso. La parola (in questo caso elohim) non si riferisce soltanto all’ unico Dio, ma si riferisce anche a “rappresentanti divini in posti sacri o che riflettono la potenza e la maesta’ divina” (Lessico Ebreo ed Inglese dell’ Antico Testamento, di Brown, Driver e Briggs, pg. 42,43). Il Salmista, e colui che scrisse la lettera agli Ebrei che lo ha citato (Eb. 1:8), erano coscienti dell’ esclusivo uso della parola “dio” per descrivere in Re Messianico, ed immediatamente hanno aggiunto che il Dio del Messia era stato Colui che aveva concesso a Lui I Suoi privilegi reali. (Salmo 45:7).

Anche il verso frequentemente usato in Michea 5:2 sulle origini di Messia non rende necessaria una letterale presistenza eterna. Nello stesso libro una simile espressione risale alle promesse fatte a Giacobbe fin dall’ “antichita’” (Michea 7:20).[v] Certamente le promesse di un Messia erano state date fin dal l’ inizio della storia dell’ uomo. (Gen. 3:15; paragonarlo con Gen. 49:10; Num. 24:17-19).

Approcciando la domanda circa il Messianesimo di Gesu’ cosi’ come Egli Stesso e gli Apostoli hanno fatto, noi non troviamo assolutamente niente nell’ A. T., sulle predizioni del Cristo, che suggerisca che un essere immortale ed eterno sarebbe diventato umano come promesso Re d’ Israele. Quel Re sarebbe nato in Israele, un discendente di Davide, e concepito da una vergine. (2 Sam. 7:13-16; Is. 7:14; Matt 1:23) E cosi’, durante il regno dell’ imperatore Augusto, il Messia e’ entrato sulla scena della storia umana.

Il Figlio di Dio

L' origine di tutta questa confusione sull' identita' di Gesu', risale all' assunzione ricavata da anni di tradizionale modo di pensare che il titolo “Figlio di Dio” nelle Scritture esprime l' idea di un Essere non creato, membro di una Divinita' eterna. Quella nozione non la si puo' trovare nelle Scritture. Che questa idea continui ad esistere tanto ostinatamente, dimostra la capacita' dell' indottrinamento teologico. Nella Bibbia “Figlio di Dio” e' un titolo che si alterna ed e' virtual- mente sinonimo di Messia. Per questa ragione Giovanni ha dedicato tutto il suo Vangelo ad un solo predominante tema, affinche' noi venissimo a credere ed a capire “che Gesu' e' il Messia, il Figlio di Dio” (Giov. 20:31). La base che unisce questi due titoli si trova in un favorito passaggio dell' Antico Testamento, precisamente nel Salmo 2 dove il salmista dice:

“I re della terra si consigliano fra di loro contro l' Eterno (Giaova) e contro il Suo Messia” che Egli ha insediato come Re a Gerusalemme (verso 6), e di cui (Re), Giaova dice: “Tu sei Mio Figlio oggi IO ti ho concepito. Chiedimi ed Io ti daro' le nazioni in eredita'” (versi 7, 8). Gesu' non esita ad applicare tutto quel Salmo a Se Stesso, e vede in esso una profezia per Se e per i Suoi seguaci di una futura sovranita' sulle nazioni (Ap. 2:26,27).[vi]

I seguaci di Gesu' uguagliano Messia con Figlio di Dio, quando per rivelazione divina affermano la loro fede in Gesu':

“Tu sei il Messia, il Figlio del Dio Vivente” (Matt. 16:16).
L' alto prelato chiede a Gesu':
“Sei Tu il Messia, il Figlio del Benedetto?” (Marco 14:61).

Nataniele capisce che il Figlio di Dio non e' altro che il Re d' Israele (Giov. 1:49), il Messia (v. 41), “Colui di cui Mose' scrisse nella Legge ed anche i profeti ne parlarono” (V. 45: Comp. con Deut. 18:15- 18)
Il titolo Figlio di Dio non e' esclusivo del Messia nella Scrittura, ma e' stato dato anche ad angeli (Giobbe 1:6; 38:7; Gen 6:2, 4; Salmi 29:1; 89:6; Dan. 3:25), ad Adamo (Luca 3:38), alla nazione d' Israele (Esodo 4:22), ai re d' Israele come rappresentanti di Dio, e nel Nuovo Testamento e' dato ai Cristiani (Giov. 1:12). Noi cercheremo invano di trovare qualche applicazione di questo titolo ad un essere non creato, un membro della Divinita' Eterna. Questa idea di una divina figliolanza e' semplicemente assente dall' idea biblica.

Luca sa benissimo che la divina figliolanza di Gesu' deriva dal Suo concepimento nel grembo d' una vergine, e non sa niente di un' origine eterna: “Lo Spirito Santo verra' su di te, e la potenza (la forza creativa) dell' Altissimo ti ricoprira'; per questa ragione la persona che sara' concepita in te sara' chiamata Figlio di Dio” (Luca 1:35). Il Salmista aveva ascritto la nascita del Messia in un determinato momento nel tempo — “oggi” (Salmo 2:7). Il Messia e' stato concepito intorno al 3 D. C. (Matt. 1:20; Luca 1:35). Il Suo concepimento e' cosi' relativo alla Sua apparizione nella storia (Atti 13:33), quando Dio concependolo divenne Suo Padre (Ebrei 1:5; 1 Giov. 5:18).

Qui, chiaramente presentate nelle Scritture, che Gesu riconosce come parola di Dio, sono le idee bibliche della Figliolanza di Gesu'. Comincia con la Sua concezione, la Sua Resurrezione, o dal Suo appuntamento all' ufficio di Re. La veduta di Luca di figliolanza concorda esattamente con la speranza nella nascita del Messia da una donna, una discendente d' Adamo, d' Abramo e di Davide (Matt. 1:1; Luca 3:38). I versi che abbiamo esaminati non contengono alcuna informazione su una personale preesistenza del Figlio nell' eternita'.

Il Figlio dell' uomo, Seduto alla Destra del Padre

Gesu', riferendosi a Se Stesso, usava spesso il titolo “Figlio dell' Uomo.” Questo titolo, come il titolo “Figlio di Dio” ha una forte associazione all' ufficio Messianico di Gesu'; cosi' tanto che, quando Gesu' afferma d' essere il Messia, il Figlio di Dio, immediatamente aggiunge che il sommo sacerdote avrebbe visto “... il Figlio dell' Uomo sedere alla destra della Potenza e ritornare con le nuvole dei cieli”. (Marco 14:61, 62). Il titolo “Figlio dell' Uomo” e' chiaramente descritto in Daniele 7:13, 14, dove parla di una figura umana (un “Figlio dell' Uomo” ) che ricevera' dal Padre il diritto di governare il mondo. Nel N. T. Il parallelismo con il Salmo 2 e' ovvio, ed e' ugualmente ovvia la connessione con il Salmo 110, dove Davide riferendosi al suo “Signore” (il Messia) ha profetizzato che Egli si siedera' alla destra dell' Eterno (il Padre) fino a quando prendera' il Suo ufficio di regnante del mondo e “regnera' in mezzo ai Suoi nemici” (Salmo 110:2; comp. con Matt. 22:42- 45). Il titolo Figlio dell' Uomo ha una connessione chiaramente Messianica anche con il Salmo 80:17 “Sia la Tua Mano sull' uomo alla Tua destra, sul Figlio dell' Uomo che hai reso forte per Te Stesso”.

E' significativo constatare che coloro che scrissero il Nuovo Testamento hanno dato unagrandissima importanza al Salmo 110 citandolo circa 23 volte ed attribuendolo a Gesu' che,ad un certo punto nel tempo, sarebbe stato esaltato, come Signore Messianico, ad immortalita' alladestra del Padre, propio come il Salmista aveva previsto. Ancora una volta dobbiamo riconoscere che eterna figliolanza e' un titolo estraneo a tutti ititoli che descrivono il Messia. Qusto sorprendente fatto dovrebbe spronare gli studiosi dellaBibbia a confrontare quello che e' stato insegnato loro circa Gesu' con il Gesu' presentatocidalle Scritture. Diverebbe palese che l' idea del figlio eterno non armonizza con quello che la Bibbia ci dice del vero Messia. Sembra che molti, optando per un Gesu' come un essereeterno che e' passato attraverso una vita temporale sulla terra, in un certo senso, abbiano “trovato l' uomo sbagliato.”

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[v] Comparare con l' osservazione di E. Kautzsch; “In Michea 5:2 il riferimento e' ad una remota antichita'...... Deut. 32:7 dimostra che questo e' il significato di 'giorni antich ' (e no 'giorni dell' antichita' ' [nell' eternita' non ci sono giorni] come se quello di cui parlavano fosse di eterna pre- esistenza del Messia)” (Dizionario della Bibbia Hastings, pg. 696 di un vol ex.)

[vi] Una debolezza della maggior parte dei sistemi teologici e' il rifiutare di vedere nelle parole di Gesu' nell' Apocalisse, le parole vere del Maestro. Quando la Cristologia della Rivelazione e' messa da parte, i reclami di Gesu' al Verso 1:1 dell' Apocalisse sono rinnegati ed i risultati, una Cristologia deformata.

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