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Chi e' Gesu' (pagina 2)

durch Anthony Buzzard   

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Fin' ora possiamo sintetizzare la nostra discussione, citando le parole diL.L. Paine, Professore di Storia Ecclessiastica al Seminario Teologico di Bangor;

“L' Antico Testamento e' rigorosamente monoteistico. Dio e' un singolo personale Essere.L' idea che in Lui si possa trovare od anche individuare una Trinita' e' un' assunzione che perlungo tempo ha dominato la teologia della chiesa, ma non e' assolutamente fondata. GliEbrei, come popolo di Dio ammaestrato nelle Scritture, divenne fervente oppositore di tutte le tendenze politeistiche ed e' rimasto fermamente monoteistico fin' ad oggi. Su questopunto non c' e' alcuna cissione fra l' Antico Testamento ed il Nuovo. La tradizione monoteisticae' continuata. Gesu' era un Giudeo, ammaestrato, da genitori Giudei, nelle Scritture dell' AnticoTestamento. La Sua istruzione era prettamente Giudaica: senz' altro un nuovo Vangelo, ma nonuna nuova teologia. Egli ha dichiarato di essere venuto 'no a distruggere la Legge od i Profeti, ma per adempirli' ed Egli ha accettato come Suo credo il famoso detto del monoteismoGiudaico: “Ascolta, oh Israele, il Signore Dio nostro e' un solo Dio.' In quanto a Se stesso, la Sua proclamazione era completamente in armonia con le profezie dell' Antico Testamento.Egli era 'il Messia' del Regno promesso, il 'Figlio dell' uomo' della speranza Giudaica....Se qualche volta ha domandato 'Chi pensano gli uomini che io, Figlio dell' Uomo, sia?' Egli non ha mai dato una risposta diversa dalla sottintesa asserzione di Messianicita'” (Una Storia Critica dell Evoluzione del Trinitarismo, 1900, pagine 4,5)

Il vigore del sentimento Giudaico circa il monoteismo e' bene illustrato dalle seguenti asserzioni:
“Il credere che Dio e' la somma di parecchie personalita', come nel caso del credo Cristianodella Trinita', e' una deviazione dalla pura concezione dell' unita' di Dio. Israele, attraverso l' eta',ha rifiutato d' accettare tutto quello che avrebbe potuto danneggiare od oscurare la pura concezione monoteistica che Israele ha dato al mondo e per la quale i Giudei sono pronti asoffrire ed anche a morire invece d' ammettere un' indebolimento di questo credo” (Rabino J.H. Hurtz)

Ezra D. Gifford, nel suo libro Il Vero Dio, il Vero Cristo ed il Vero Spirito Santo, dice: “I giudei stessi risentono sinceramente l' implicazione che le loro Scritture contengano prove osuggerimenti circa la dottrina ortodossa della Trinita', e Gesu' ed i Giudei sono stati sempred' accordo su questo soggetto, mantenendo, sia l' Uno che gli altri che Dio e' soltanto Uno,e che questa e' la piu' grande verita' rivelata all uomo.”

Se esaminiamo gl' insegnamenti di Gesu' rapportati nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca,tenendo sempre presente che questi documenti rappresentano il credo della Chiesa Apostolicadegli anni 60-80 A. D., non troviamo alcuna evidenza che Gesu' credesse di essere unaPersona non creata, esistente nell' eternita'.Matteo e Luca fanno risalire l' origine di Gesu' ad uno speciale atto di creazione di Dio quando Gesu' fu concepito nel grembo di Maria.E' stato questo miracoloso evento che ha marcato il principio— la genesi, o origine — di Gesu' di Nazaret (Matt. 1:18, 20). Non si e' mai parlato di “un' eterna figliolanza”[ii] implicando cosi' che Gesu' e' esistito come Figlio prima del Suo concepimento. Quell' ideae' stata introdotta nei circoli Cristianio dopo che i Documenti erano stati completati. Essanon appartiene al mondo del pensiero di coloro che hanno scritto la Bibbia.

Chi ha detto che il Messia fosse Dio?

La maggior parte di coloro che leggono la Scrittura si avvicinano a questi documenti divini con assunzioni convenzionali ben stabilite. Essi non sono consci del fatto che la maggior parte di quello che loro sono venuti a conoscere di Gesu' ha avuto origine da sistemi di teologia escogitati da scrittori al di fuori della Bibbia. Cosi' sono venuti ad accettare senza esitazione una grande dose di tradizione, mentre reclamano e sinceramente credono che la Bibbia sia la loro unica autorita’.[iii]

La domanda cruciale che tutti dovrebbero porsi e’ questa: Su che cosa si basavano Gesu’ e la chiesa del primo secolo quando proclamavano che Gesu’ era veramente il Messia promesso? La risposta e’ semplice. Con il sostenere che Egli aveva perfettamente adempito il ruolo che l’ Antico Testamento aveva predetto per Lui. Era necessario dimostrare che Egli entrava perfettamente nelle “specificazioni” che erano state stabilite per il Messia nelle Profezie Ebraiche. Matteo, in modo particolare si diletta nel citare come le profezie dell’ A. T. siano state adempite nei fatti della vita e dell’ esperienza di Gesu’ (Matt. 1:23; 2:6, 15 ecc…). Ma Marco Luca e Giovanni ed anche Pietro (nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli) anche loro insistono che Gesu’ entra perfettamente nella descrizione che l’ A. T. aveva per Messia. Paolo spende molto Tempo del suo ministero a dimostrare dalle Scritture Ebraiche che Gesu’ era il Cristo promesso (Atti 28:23). A meno che non siamo capaci ad uguagliare l’ identita’ di Gesu’ con la Sua descrizione nell’ Antico Testamento, non c’ e’ ragione di credere che il Suo reclamo alla Messianicita’ sia vero!

Quindi e’ essenziale domandarsi se c’ e’ qualche parte nell’ Antico Testamento che suggerisca che il Messia sia una persona “coeguale Dio,” un secondo essere non creato che, abbandonando una esistenza eterna nei cieli, fosse diventato uomo. Se non dice alcun che del genere (e tenendo a mente che l’ A.T. e’ interessato fin nei piu’ minimi dettagli al Messia che verra’) noi dovremmo trattare con sospetto il reclamo di coloro che dicono che Gesu’ sia il Messia ed una seconda persona della Divinita’, che reclama il titolo “Dio” nel pieno senso della parola.

Qual’ e’ l’ immagine del Messia ottenuta dalle Scritture Ebraiche? Quando I Cristiani del Nuovo Testamento cercano di dare sostanza al reclamo di Gesu’ al Messianesimo, a loro piace citare Deutoronomia 18:18.

“Io Giaova suscitero’ per loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e porro’ le Mie parole nella sua bocca, ed Egli dira’ loro tutto cio’ che Io gli diro’. Sia Pietro (Atti 3:22) che Stefano (Atti 7:37) usarono questo verso fondamentale per dimostrare che Gesu’ era veramente “quel profeta promesso” (Giov. 6:14), la cui origine dovrebbe essere da una famiglia Giudaica e la cui funzione dovrebbe essere simile a quella di Mose’. Dio in Gesu’ ha procurato il Messia, il tanto atteso divino portavoce, il Salvatore d’ Israele e del mondo. Nelle parole di Pietro,” Dio ha suscitato il Suo servo e ve lo ha mandato per benedirvi (facendovi cambiare direzione), allontanandovi cosi’ dai vostri modi iniqui.” (Atti 3:26)

Altri classici versi Messianici promettono che “un figlio sara’ dato ad Israele” (Isaia 9:6), il “seme di una donna” (Gen. 3:15), un discendente d’ Abramo (Gal. 3:16) ed un discendente della casa reale di Davide (2 Sam. 7:14; Is. 11:1). Egli sarebbe stato un sovrano nato a Bettlemme (Matt. 2:6; Michea 5:2). Uno dei Suoi diversi titoli sarebbe stato “dio potente” e “padre eterno” (Is.9:6). E’ questo unico verso in Isaia 9:6 che sembra metta il Messia nella categoria di Essere non creato, sebbene questo provocherebbe una crisi al monoteismo. Tuttavia, il lettore sensitivo dovrebbe stare attento a non lasciare che un solo verso capovolga l’ insistenza dell’ Antico Testamento che soltanto Una Persona e’ veramente Dio. Non si dovrebbe mai dimenticare che i Sacri Oracoli siano stati dati in custodia agli Ebrei, nessuno dei quali ha mai pensato che un titolo divino dato al Re Messianico indichi che Egli sia membro di una Divinita’ Eterna, adesso composta tutto ad un tratto e misteriosamente da due Persone, in contraddizione a tutto quello che l’ eredita’ d’ Israele abbia rappresentato. Il “dio potente” d’ Isaia 9:6 e’ stato definito da un lessico Ebraico come “un’ eroe divino che riflette la Maesta’ Divina.” La stessa autorita’ annota che la parola “dio” usata da Isaia e’ trovata anche in altri versi nella Scrittura per descrivere “uomini di Potenza ed importanza” ed anche angeli. In riguardo a “padre eterno” con questo titolo gli Ebrei intendevano “padre dell’ eta’ futura”.[iv] Era comunemente risaputo che una figura umana sarebbe stata “padre degli abitanti di Giudea e di Gerusalemme” (Is. 22:21)

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[ii] La frase “eterna generazione del Figlio” che e' l' acciarino del Trinitarismo ortodosso non ha alcun significato, dato che generare vuol dire portare ad esistere (o portare in esistenza), poiche' l' eternita' e' al di fuori del tempo.Osservare la protesta del Dott. Adam Clarke: “Ho fiducia che mi sia permesso di dire, con il dovuto rispetto per quelli che non la pensano come me, che la dottrina dell' eterna figliolanza di Gesu' e', nella mia opinione, anti- biblica e pericolosa...... Il dire che Egli e' stato generato da tutta l' eternita' e', nella mia opinione, assurdo; e la frase 'Figlio eterno' e' positivamente una contraddizione in se stessa. 'Eternita' ' non ha inizio e non e' limitata dal tempo. 'Figlio' presuma tempo, generazione, padre ed anche tempo antecedente a tale generazione. Quindi l' unione di questi due termini 'Figlio' ed 'eternita' ' non e' assolutamente possibile, perche' implicano idee diverse ed opposte.” (Commentario su Luca). Il Dott. J. O. Buswell scrive: “Noi possiamo dire con confidenza che la Bibbia non ha propio niente da dire sulla 'generazione' come una relazione eterna fra Padre e Figlio” (Una Teologia Sistematica della Religione Cristiana, Zondervan, 1962, pg. 111).

[iii] Io sono riconoscente a F. F. Bruce per la seguente aguzza osservazione: “la gente che aderisce a sola scriptura Come loro credono (come loro credono) spesso in realta' aderiscono ad una tradizionale scuola d' interpretazione della sola scriptura. Sia i Protestanti Evangelici che i Cattolici Romani o i Cristiani Greco- ortodossi possono essere egualmente schiavi della tradizione; ma non sono coscienti che e' soltanto 'tradizione'”

[iv] Cosi' i Giudei hanno interpretato l' espressione Ebraica quando hanno tradotto le loro Scritture in Greco.


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